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October 04
Argentina
Il treno, ah, un treno è sempre così banale se non è un treno della prateria o non è un tuo "Orient Express" speciale, locomotiva di fantasia. L' aereo, ah, l' aereo è invece alluminio lucente, l' aereo è davvero saltare il fosso, l' aereo è sempre "The Spirit of Saint Louis" ,"Barone Rosso" e allora ti prende quella voglia di volare che ti fa gridare in un giorno sfinito, di quando vedi un jumbo decollare e sembra che s' innalzi all'infinito.
E allora, perchè non andare in Argentina? Mollare tutto e andare in Argentina, per vedere com'è fatta l'Argentina...
Il tassista, ah, il tassista non perse un istante a dirci che era pure lui italiano, gaucho di Sondrio o Varese, ghigna da emigrante, impantanato laggiù lontano. Poi quelle strade di auto scarburate e quella gente anni '50 già veduta, tuffato in una vita ritrovata, vera e vissuta, come entrare a caso in un portone di fresco, scale e odori abituali, posar la giacca, fare colazione e ritrovarsi in giorni e volti uguali,
perchè io ci ho già vissuto in Argentina, chissà come mi chiamavo in Argentina e che vita facevo in Argentina?
Poi un giorno, disegnando un labirinto di passi tuoi per quei selciati alieni ti accorgi con la forza dell' istinto che non son tuoi e tu non gli appartieni, e tutto è invece la dimostrazione di quel poco che a vivere ci è dato e l' Argentina è solo l' espressione di un' equazione senza risultato, come i posti in cui non si vivrà, come la gente che non incontreremo, tutta la gente che non ci amerà, quello che non facciamo e non faremo, anche se prendi sempre delle cose, anche se qualche cosa lasci in giro, non sai se è come un seme che dà fiore o polvere che vola ad un respiro.
L' Argentina, l' Argentina, che tensione! Quella Croce del Sud nel cielo terso, la capovolta ambiguità d' Orione e l' orizzonte sembra perverso. Ma quando ti entra quella nostalgia che prende a volte per il non provato c'è la notte, ah, la notte, e tutto è via, allontanato. E quella che ti aspetta è un' alba uguale che ti si offre come una visione, la stessa del tuo cielo boreale, l'alba dolce che dà consolazione
e allora, com'è tutto uguale in Argentina! Oppure, chissà com'è fatta l' Argentina, e allora... "Don't cry for me, Argentina"...
"Che bell'estate!" posso dire ormai...Ma rifioriranno le gioie passate col vento di un'altra estate...
Finalmente possiedo dei dischi di Fabrizio De Andrè, non posso chiedere di meglio! Nuove esperienze hanno contribuito ad una mia, se pur modesta, crescita interiore e culturale, anche se forse ancora legata ad un percorso onirico e idealistico. Si, mi sento diversa, ma forse in fondo sono sempre io: ipercritica e per lo più scontenta, ma soprattutto con le mie fissazioni. Adesso ho trovato quello che volevo, ma non è così che credevo mi sarei sentita. Non so perchè, ma in me c'è sempre un filo di malinconia in sottofondo a qualunque situazione. Cercherò di superare questo periodo di criticità verso tutti e tutto. Quest'anno scolastico sta già dando problemi... troppo da fare accidenti! Ma dopo tutto oggi siamo a casa in quanto è San Francesco! E un sabato di vacanza è sempre gradito!
Ritornando a me, posso dire di aver riscoperto la passione per le foto (vedi album  ), e più in generale per l'arte. Ora ho una visione diversa, pìù profonda del mondo, ciò non è presunzione, perchè davvero rispetto al passato ho allargato le mie vedute. E sono soddisfatta di ciò.
Ora basta parlare, bisogna agire (facta non verba!)
Cordiali saluti a tutti!!!! 
June 30
aBelli capellia
Belli capelli, capelli neri, che t'ho aspettata tutta notte e tu chissà dov'eri, capelli lunghi che arrivavano fino al mare, belli capelli che nessuno li può tagliare. Belli capelli, capelli d'oro, che in mezzo a tutta quanta quella gente mi sentivo solo, capelli d'oro che sei partita e chi lo sa se torni, belli capelli che ti coprivano tutti i giorni. Capelli lunghi come autostrade la mattina sopra il tuo cuscino, che quando tira vento diventano i capelli di un ragazzino, capelli così lontani che nessuno li può vedere, capelli così sottili che basta niente che li fai cadere. Belli capelli, capelli bianchi, che si fermarono a una fontana a pettinare gli anni, capelli stanchi, dentro allo specchio di un bicchiere di vino, belli capelli, che stanotte è notte, ma verrà mattino.

June 07
Siiiiiiiiiiiiii!!!!!!!i E’ finita!!!!!!!!!!!
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Finalmente!!! Godiamoci l'estate!!!
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May 23 Se ti tagliassero a pezzetti
Se ti tagliassero a pezzetti il vento li raccoglierebbe il regno dei ragni cucirebbe la pelle e la luna tesserebbe i capelli e il viso e il polline di un Dio di un Dio il sorriso.
Ti ho trovata lungo il fiume che suonavi una foglia di fiore che cantavi parole leggere, parole d'amore ho assaggiato le tue labbra di miele rosso rosso ti ho detto dammi quello che vuoi, io quel che posso.
Rosa gialla rosa di rame mai ballato così a lungo lungo il filo della notte sulle pietre del giorno io suonatore di chitarra io suonatore di mandolino alla fine siamo caduti sopra il fieno.
Persa per molto, persa per poco presa sul serio, presa per gioco non c'è stato molto da dire o da pensare la fortuna sorrideva come uno stagno a primavera spettinata da tutti i venti della sera.
E adesso aspetterò domani per avere nostalgia signora libertà, signorina anarchia così preziosa come il vino così gratis come la tristezza con la tua nuvola di dubbi e di bellezza.
T'ho incrociata alla stazione che inseguivi il tuo profumo presa in trappola da un tailleur grigio fumo i giornali in una mano e nell'altra il tuo destino camminavi fianco a fianco al tuo assassino.
Ma se ti tagliassero a pezzetti il vento li raccoglierebbe il regno dei ragni cucirebbe la pelle e la luna la luna tesserebbe i capelli e il viso e il polline di un Dio di un Dio il sorriso.
di Fabrizio De Andrè
Se ti tagliassero a pezzetti è una canzone d'amore e insieme un inno alla libertà, forse il vero amore di De André. Quando veniva cantata dal vivo, il verso "signora libertà, signorina fantasia" veniva spesso modificato in "signora libertà, signorina anarchia" e la parola Dio è preceduta dall’articolo indeterminativo, che nella versione ufficiale non c’è. La paternità della canzone è di Bubola, per quanto probabilmente il testo sia stato integrato e sicuramente reso proprio da Faber.
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